Comunicati

L’OPV a Exposcuola&YOUng: una porta sul futuro, un futuro di musica.

10 Nov 2010

L’Orchestra di Padova e del Veneto è lieta di partecipare alla tredicesima edizione di “Exposcuola&YOUng” presentando le proprie iniziative rivolte al mondo della scuola e al pubblico giovane e giovanissimo. L’appuntamento, per tutta la durata della manifestazione, è allo stand dell’Ufficio Scolastico Regionale (Padiglione 1).

Una novità assoluta sarà presentata proprio in occasione di “Exposcuola&YOUng”: l’Abbonamento speciale “Serie famiglia”, che si affianca alle già vantaggiose formule di abbonamento riservate ai giovani: per la prima volta i nuclei familiari (due adulti con un massimo di tre ragazzi di età inferiore ai 18 anni) potranno assistere a quattro concerti della Stagione appositamente scelti al vantaggiosissimo prezzo di 100 euro.

Il ricco programma che nel corso della passata Stagione ha coinvolto oltre 2.700 studenti provenienti da 47 Istituti del territorio (tra scuole primarie, medie e superiori) oltre che dall’Università di Padova, sarà al centro dell’attività dell’Orchestra anche nella Stagione 2010-2011.
A partire dalle iniziative consolidate, come le Prove generali aperte al pubblico (ottobre-maggio), che avvicinano ogni anno centinaia di studenti alle ultime fasi di preparazione dei concerti, realizzate grazie al sostegno di Fondazione Antonveneta; come l’articolato progetto proposto da “Impara l’Arte” (gennaio-giugno), dedicato agli Studenti dell’Università di Padova e giunto alla X edizione, con il sostegno di E.S.U., Università di Padova e Comune di Padova; o come le lezioni-concerto presso le scuole delle provincie di Padova e Rovigo nell’ambito di “AttivaMente” (novembre-maggio), iniziative per la Scuola promosse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Un’attenzione particolare continuerà a essere dedicata ai progetti più recenti, che hanno incontrato un immediato apprezzamento: l’Anteprima giovani del Così fan tutte e il Don Giovanni di Mozart, che ha anticipato l’apertura di Stagione nel 2009 e 2010 per quasi 800 “under 30”, ma anche il progetto “Chi ha paura del ‘Classico’? Un musicologo in classe”, sviluppato in collaborazione con il Progetto Giovani del Comune di Padova per proporre alle Scuole superiori della Città una lezione in aula su uno dei programmi della Stagione abbinata all’esperienza dell’ascolto dal vivo del concerto.

Info: Anna Linussio, Progetto Giovani e Università e-mail giovani@opvorchestra.it.

Biglietti

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I biglietti sono in vendita online su WEBtic e dal 15 marzo anche presso Gabbia Dischi (via Dante 8, Padova). Si precisa che i posti non sono numerati: la scelta del posto nella pianta risponde esclusivamente ad una esigenza di carattere tecnico e non è in alcun modo vincolante.

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A Brautigam il MIDEM Classical Award 2010

08 Nov 2010

“Una performance splendidamente articolata… arricchita da un magnifico accompagnamento orchestrale”

Al MIDEM di Cannes, il raduno internazionale dell’industria musicale, Ronald Brautigam è stato insignito di un prestigioso riconoscimento per la sua registrazione del Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Ludwig van Beethoven (Super Audio CD BIS 1792). Una giuria formata da rappresentanti della stampa e dei media musicali di tutto il mondo ha premiato il CD di Brautigam come miglior disco del 2009 nella categoria ‘concerti’.
Parte dell’integrale dell’opera per pianoforte e orchestra di Beethoven, il CD include anche una pagina giovanile di raro ascolto come il Concerto per pianoforte e orchestra WoO4, per il quale lo stesso Brautigam ha ricostruito la parte orchestrale, e il Rondo in si bemolle maggiore WoO 6, finale originale del Concerto n. 2. Partner del pianista nel progetto discografico (concluso quest’anno con la pubblicazione dell’ultimo volume con il Concerto n. 5 e la Fantasia Corale op. 80) sono la Norrköping Symphony Orchestra e il direttore Andrew Parrott.

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Interviste

All’ombra di Beethoven (ma non troppo). Il genio di Franz Clement celebrato a Padova

27 Ott 2010

E’ la storia di un genio, quella di Franz Clement. Viennese classe 1780, fu acclamato violinista, ma anche pianista, compositore e Konzertmeister del Theather an der Wien. Per la sua prodigiosa abilità di violinista fu celebrato dall’Allgemeine musikalische Zeitung, che nel 1805 a Lipsia ne lodò il modo di suonare “indescrivibilmente […] pulito ed elegante” con una “delicatezza tutta propria […] e una sicurezza che non lo abbandona nemmeno nei passaggi più arditi”, ma ancor prima sinceramente ammirato da Ludwig van Beethoven, che nel 1794 (Clement aveva solo 14 anni!) ne riconobbe lo straordinario talento.

Oggi Clement è ricordato quasi esclusivamente come il solista della prima esecuzione pubblica (23 dicembre 1806) del Concerto per violino di Beethoven; un’indagine intorno all’attività compositiva del violinista e al suo rapporto con il maestro di Bonn può tuttavia rivelare aspetti stupefacenti, con particolare riguardo alla collocazione del ‘genere’ del concerto solistico per violino lungo l’asse, temporale e stilistico, che congiunge Mozart a Mendelssohn.

L’occasione sarà concreta a Padova il 4 e 5 novembre 2010 (ore 20.15), con la riproposta – la prima in Europa in tempi moderni – del Concerto per violino in re maggiore (1805) di Franz Clement all’interno del 45° Cartellone dell’Orchestra di Padova e del Veneto. Sul palcoscenico dell’Auditorium Pollini due violinisti che hanno legato il proprio nome alla prassi “storicamente informata” come Reinhard Goebel, mitico fondatore del gruppo Musica Antiqua Köln e oggi apprezzatissimo direttore di orchestre “moderne”, e Federico Guglielmo, leader de L’Arte dell’Arco e affermato solista nel panorama concertistico e discografico internazionale.

E’ lo stesso Guglielmo a parlarci del Concerto di Clement.

«Fatta eccezione per i concerti di Paganini e le rare esecuzioni dei concerti di Viotti e Spohr, il Concerto di Beethoven fu per diversi decenni l’unico concerto per violino noto al pubblico. La riscoperta del Concerto in re maggiore di Clement precisa un contesto fino ad oggi insospettato. Le due opere, composte ed eseguite a un anno di distanza l’una dall’altra testimoniano una intensa corrispondenza tra i due autori: il Concerto di Clement può essere visto come una prova dell’ammirazione per Beethoven (è evidente il debito nei confronti del modello dei Concerti per pianoforte), e il Concerto di Beethoven come un affettuoso riconoscimento della maestria di esecutore e compositore di Clement. E non va dimenticato che all’Accademia del 7 aprile 1805, quando Clement tenne a battesimo il proprio lavoro, Beethoven diresse per la prima volta la sua Terza Sinfonia!».

Nel 2006 Lei ha suonato il Concerto per violino di Beethoven con la direzione di Christopher Hogwood. Quali legami rileva tra le due partiture?

Tanto per cominciare l’organico è identico, con qualche piccola differenza nell’impiego dei fiati, in particolare nel 2° tempo. Nel complesso però ho rilevato oltre 100 ‘citazioni’ reciproche: elementi che Clement desume da un Beethoven precedente ed elementi che Beethoven riprende da Clement. E’ il caso, limitandosi a Clement, del 2° tema del I tempo, che ripropone letteralmente una situazione ritmico-armonica del Concerto per pianoforte n. 1, o della citazione letterale, nel III tempo, del III tempo del Concerto per pianoforte n. 2.

Quale lezione dovrebbe trarre da tutto ciò l’ascoltatore d’oggi?

Partiamo sempre dal presupposto che le opere strumentali che sono diventate imprescindibili nel repertorio rappresentino momenti sommi della carriera dei rispettivi compositori. E’ un approccio che andrebbe smitizzato: una dimostrazione che tutte le opere nascevano sullo stesso piano è data dal fatto che l’arte della trascrizione era applicata indistintamente a tutte.

Lei è noto al grande pubblico principalmente per il Suo lavoro in ambito Barocco. Quale approccio riserverà a una partitura datata 1805?

Negli anni il cosiddetto movimento filologico ha sondato il repertorio Barocco e il primo Classicismo, spingendosi solo in tempi recenti fino a Brahms. Ciò che è interessante è che l’approccio “filologico” oggi viene adottato anche da orchestre “tradizionali”. Auspico che ciò si faccia di più, in particolare in Italia: è l’unico modo per riscoprire un repertorio in modo nuovo e originale, non tradendone tuttavia lo spirito. E non è da credere che la musica dell’Ottocento richieda meno consapevolezza di prassi esecutiva di quella del Settecento!

In conclusione: Franz Clement in una battuta.

E’ il vero anello mancante, la congiunzione tra il Concerto di Beethoven e l’esperienza del concerto “francese” per violino del tardo Settecento (penso a Kreutzer, Viotti etc.) che fino ad oggi la critica ha cercato. E il fatto che l’austriaco Clement si firmasse François, al di là delle mode e dell’epoca, non credo sia un caso!

Alberto Castelli, VeneziaMusica e dintorni, n. 37 p.30

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Anteprima Giovani con il “Don Giovanni”

08 Ott 2010

Dopo il successo dell’Anteprima del Così fan tutte del 2009, premiata dall’applauso di oltre 400 entusiasti “under 30”, l’Orchestra di Padova e del Veneto torna a dedicare una serata in esclusiva al pubblico più giovane con l’”Anteprima giovani” del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart.
L’appuntamento è al Cinema MPX (Padova, via Bonporti 22), lunedì 11 ottobre 2010 alle 20.15, ed è realizzato in collaborazione con il Progetto Giovani del Comune di Padova, l’ESU, il Cinema MPX, Radiobue.it, la web radio degli studenti dell’Università, e la filiale CheBanca! di Padova (Riviera dei Mugnai, 2).

L’opera, proposta in forma di concerto, vedrà il ritorno sul podio dell’OPV del maestro Claudio Desderi, un campione del repertorio mozartiano che ha praticato nei principali teatri del mondo insieme a direttori e registi del calibro di Riccardo Muti e Claudio Abbado, Giorgio Strehler e Jean-Pierre Ponnelle.

Gli impervi ruoli previsti dal Don Giovanni saranno impersonati da un doppio cast di sedici giovani e affiatati cantanti del Laboratorio di Canto Lirico della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro, che per un anno intero hanno approfondito lo studio degli affascinanti personaggi dell’opera con lo stesso maestro Desderi: il seduttore impenitente (2.065 conquiste rigorosamente catalogate!), un’amante ferita, due coppie innamorate (con qualche riserva), un servitore buffo e un vecchio commendatore (in carne e… marmo!).

Il Don Giovanni, una delle tre opere mozartiane su libretto di Lorenzo da Ponte, è considerato uno tra i massimi capolavori di ogni tempo. Rappresentato per la prima volta al Teatro Nazionale di Praga il 29 ottobre 1787, non ha smesso di affascinare generazioni di musicisti e intellettuali: dal contemporaneo Joseph Haydn, che fu profondamente impressionato dall’opera; a Søren Kierkegaard e Charles Gounod, che lo considerarono “un lavoro senza macchia, di ininterrotta perfezione”; a George Bernard Shaw, che lo parodiò in Uomo e Superuomo; fino ai numerosi artisti contemporanei che ne hanno tratto ispirazione (“Dongiovanni e l’uom di sasso” è stato il titolo dell’ultimo Festival di Musica contemporanea della Biennale di Venezia, settembre-ottobre 2010).

L’ingresso è riservato ai giovani fino a 30 anni, con un biglietto agevolatissimo a soli 3€, in prevendita da giovedì 7 ottobre presso Gabbia (via Dante, 8), Musica Musica (via Altinate, 20) e al Cinema MPX, oppure in vendita al botteghino del Cinema MPX a partire da un’ora prima del concerto.

In occasione dell’Anteprima dell’11 ottobre l’OPV rilancerà l’Abbonamento speciale Giovani, che permetterà a tutti i giovani fino a 30 anni di seguire i 14 concerti della Stagione 2010-2011 a soli 80€ anziché a 200€.

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Quarantacinque volte OPV

21 Set 2010

La 45a Stagione concertistica dell’OPV vede la conclusione di alcuni percorsi tematici avviati negli anni precedenti: quello dedicato alla Trilogia dapontiana di Wolfgang Amadeus Mozart – è il Don Giovanni infatti il titolo inaugurale del programma 2010-2011 – e quello dell’Integrale delle Sinfonie e dei Concerti di Johannes Brahms, che sarà completato dalle esecuzioni del Concerto per violino e della Sinfonia n. 4 (Thomas Zehetmair) e del Concerto per violino e violoncello (Massimo Quarta ed Enrico Bronzi).
Due progetti significativi, al di là della loro valenza intrinseca, anche per le modalità che ne hanno consentito la realizzazione: da un lato la collaborazione con Claudio Desderi e i suoi laboratori didattici alla Fondazione Musicale S. Cecilia di Portogruaro, dall’altro la collaborazione con il Consorzio dei Conservatori del Veneto, nel segno di un’attenzione mirata all’inserimento professionale dei giovani musicisti.
Queste sinergie ci hanno permesso di ampliare gli orizzonti musicali dei nostri programmi con un avvicinamento all’opera – che è andato di pari passo con le produzioni dirette da Giovanni Battista Rigon per le Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza a partire dal 2008 – e con l’approdo al Sinfonismo romantico e alla conseguente espansione dell’organico dell’orchestra.
Due obiettivi che fanno parte di un progetto forte di sviluppo e di crescita, che potrebbe sembrare di controtendenza in tempi di pesanti e crescenti difficoltà economiche se esso non potesse contare sul processo di consolidamento della nostra Orchestra (unica Istituzione Concertistico Orchestrale del Veneto) con la sua prossima trasformazione, per iniziativa della Regione del Veneto, in Fondazione, e sui benefici che potrà portare l’Associazione Amici dell’Orchestra di Padova e del Veneto appena costituitasi e che, significativamente, dedica la sua prima iniziativa all’Omaggio a Peter Maag nel X anniversario della sua scomparsa, affidando a Rudolf Buchbinder l’Integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven, in un appuntamento straordinario a fine Stagione.
Appartengono ancora al processo di approdo al Sinfonismo romantico il programma diretto da Hans Michael Beuerle per il tradizionale Concerto di Natale alla Basilica di Sant’Antonio con l’esecuzione della monumentale Sinfonia corale “Lobgesang” di Felix Mendelssohn-Bartholdy, e quello proposto da Anton Nanut e dal violoncellista Boris Andrianov, dedicato a Bedrich Smetana ed Antonín Dvo?ák, che inaugura un nuovo percorso dedicato ai Concerti (per violoncello, violino e pianoforte) di quest’ultimo.
Il classicismo viennese – che dagli anni di Bruno Giuranna e Peter Maag è il fulcro del repertorio della nostra Orchestra – continua ad avere una parte di rilievo, tanto da trovare in numerosi programmi i nomi di Joseph Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven (con le Sinfonie n. 1, 3 e 7), ma anche di Christoph Willibald Gluck (con la rara esecuzione delle musiche dal balletto Don Juan) di Franz Clement (il dedicatario del Concerto per violino di Beethoven), di Carl Maria von Weber, programmi affidati ad interpreti del prestigio quali Reinhard Goebel, Federico Guglielmo, Ronald Brautigam, Giordano Bellincampi e Massimo Quarta.
L’occasione delle celebrazioni lisztiane del 2011 ha suggerito invece una interessante articolazione del programma di Daniele Giorgi e Giovanni Bellucci, che esplora il rapporto tra compositori di generazioni diverse: Liszt che rivisita e rielabora Beethoven e Schubert, Joachim che orchestra Schubert.
Avvicinandoci al Novecento e ai nostri giorni troviamo i nomi di Arnold Schönberg e Claude Debussy (Giordano Bellincampi), di Manuel De Falla e Maurice Ravel (affiancati preziosamente nello stesso programma da Christopher Franklin e Roberto Cominati) di Vittorio Rieti e Igor Stravinskij (con le musiche di due balletti legati a I Balletti Russi di Sergei Diaghilev), dell’ultimo Richard Strauss (quello di Metamorfosi e del Concerto per oboe, che François Leleux ha scelto per il suo primo concerto con la nostra Orchestra) e di Gustav Mahler, di cui Sascha Goetzel – nel centenario della morte dell’autore – dirigerà Das Lied von der Erde. Qigang Chen, György Ligeti ed Arvo Pärt, sono invece gli autori che rappresentano la contemporaneità.
Una novità assoluta sarà costituita, per il concerto di Pasqua, dalla prima esecuzione in tempi moderni (Sergio Balestracci e La Stagione Armonica) de La Passione di Gesù Cristo di Ferdinando Paer (Parma, 1810), un oratorio sul celebre testo di Pietro Metastasio.
Ancora nuova per il nostro pubblico – ma già praticata in molte occasioni nei programmi di “Impara l’Arte” – sarà anche l’incursione nel mondo del cinema con la proiezione di “Metropolis” (1927), il celeberrimo film di Fritz Lang nella versione restaurata dalla Friederich-Wilhelm-Murnau-Stiftung con oltre 30 minuti di pellicola inedita, recentemente ritrovati, e con l’esecuzione dal vivo delle musiche originali di Gottfried Huppertz dirette da Helmut Imig.
Un percorso trasversale tra Otto e Novecento, dal Concerto per violino e orchestra di Pëtr Il’i? Tchaikovskij alla Silouans Song (1991) di Arvo Pärt attraverso il neoclassicismo stravinskiano di Pulcinella, sarà infine al centro dell’appuntamento con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, da alcuni anni ospite del cartellone dell’OPV.

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Il debutto italiano di un “nobile” Graffin

01 Lug 2010

C’era viva attesa, lo scorso giovedì 6 maggio, per il debutto italiano del violinista Philippe Graffin all’Auditorium Pollini di Padova. Il solista francese, che nei prossimi mesi – da ottobre a febbraio – terrà tre masterclass in Veneto, si cimentava con l’ispirato Concerto per violino e orchestra di Elgar, opera raramente proposta, anche in ragione della sua durata monumentale. Se si scorre la partitura e si pone attenzione alle didascalie, balza all’occhio l’elevata frequenza di un aggettivo: nobile. E nobile è il carattere che Graffin ha assegnato alla sua interpretazione, tenendo a bada le effusioni sentimentali e concentrandosi piuttosto su un’equilibrata ed armonica interazione con l’orchestra, quasi al modo di una Sinfonia Concertante, anche a costo di sacrificare, almeno in parte, il lirismo del secondo tema dell’ Allegro, con il suo tono sommesso ed implorante, o l’intensità della prima frase violinistica, in controcanto, dell’ Andante. In ogni caso Graffin è un violinista completo e nel corso della composizione non solo ha affrontato in scioltezza e con grande energia i passi di maggior virtuosismo, ma ha anche sfoggiato preziosi momenti cantabili nelle riprese tematiche dei primi due movimenti.
Nell’ultimo Allegro, quello contenente un’originalissima Cadenza accompagnata, il violinista è stato impeccabile e travolgente; si è poi apprezzata la dimensione squisitamente teatrale del dialogo fra gli arabeschi del solista e l’accompagnamento in thrumming degli archi in orchestra, a mezza strada fra il temolo e il pizzicato. Alla brillantezza dell’esecuzione ha contribuito in modo determinante l’Orchestra di Padova e del Veneto, per l’occasione ben diretta da un giovane musicista giapponese, Keiko Mitsuhashi, vincitore nel 2008 del Concorso “Antonio Pedrotti” di Trento.
Lungamente applaudito, Graffin ha voluto coinvolgere alcune prime parti dell’orchestra per un bis dal tono cameristico e scherzoso: anche questo un gesto nobile, oltre che molto simpatico.

Marco Bizzarini, Archi Magazine ©, luglio-agosto 2010

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L’eleganza del Classicismo brilla al castello di Montegalda

25 Giu 2010

Una serata senza maltempo ha richiamato oltre 500 persone a Montegalda, al limitare delle campagne vicentine con quelle padovane, motivo della nascita nel Medioevo di un castello che presidiava la via fluviale tra Vicenza e Padova. Villa Grimani Sorlini (l’industriale sensibile che negli anni Settanta si innamorò di questo castello trasformandolo da rovina abbandonata in magnifica residenza estiva, grazie al sostegno delle istituzioni e di una sinergia di forze pubbliche) si è aperta al pubblico per l’apertura dei Concerti in villa della Provincia di Vicenza, festival realizzato con Ftv, Regione e Terme Recoaro.
Perfetta l’organizzazione dei trasporti gestita dalla Protezione Civile del Comune di Montegalda in accordo con la Provincia che ha provveduto a mettere a disposizione un servizio con pulmino. Il Castello infatti si erge sopra una piccola collina, attorniato da un lussureggiante verde e si scopre un po’ alla volta, svelando la fattezza di alberi secolari, di angoli legati alle primizie stagionali (le fioriture di capperi selvatici) o all’ordine dei giardini all’italiana, con l’esposizione dal gusto rinascimentale di tante decine di piante di limoni, custodi dell’orangerie.
Un’atmosfera quindi carica di suggestioni, insolita, in perfetta simbiosi con il programma presentato dall’Orchestra di Padova e del Veneto e dal solista, in veste anche di direttore, Enrico Bronzi. Programma classicissimo, ma attento ad evidenziare sfumature, colori, giochi dinamici assai calibrati. Come nella Sinfonia iniziale di Haydn, in sol minore n. 83, conosciuta come “La Poule”, la gallina, poiché nel secondo tema del primo movimento richiama proprio l’andamento e il razzolare della chioccia. Le note puntate ripetute dall’oboe e poi dai primi violini gettano il leit-motiv di questa evoluzione strutturale, ma l’intera pagina si caratterizza per gli accesi contrasti dinamici, che la direzione di Bronzi e la realizzazione interpretativa della compagine hanno posto in primo piano.
Una grazia settecentesca, ricca di equilibri e di chiaroscuri, riscontrabile nell’architettura del quadrilatero del cortile dove gli interpreti si sono esibiti. Uno spazio seppure all’aperto, con una ottima acustica naturale, in grado di farci gustare anche gli arditi virtuosismi di uno dei quattro mirabili e famosi Concerti per violoncello di Luigi Boccherini, l’ottavo in re maggiore, catalogato come G.478, pagina di stupefacente bellezza e di enorme difficoltà tecnica dominato dalla carica espressiva ispirata di Bronzi che al suo Giovanni Palorno ha chiesto le pienezze timbriche ambrate di un basso ma anche le sonorità acute tipiche di un violino. Chiusura sulle note della nota Quinta Sinfonia D 485 di Franz Schubert con un’interpretazione piena di brio, freschezza e profondità musicale evidenziata da un’orchestra senza zone d’ombra e, deposto l’archetto, da un Bronzi direttore animato da una spigliata e comunicativa musicalità. Tantissimi gli applausi e i consensi.

Eva Purelli, Il Giornale di Vicenza ©, 25 giugno 2010, p. 58

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Spostamento sede all’Auditorium Pollini

21 Giu 2010

L’OPV avvisa il gentile pubblico che a causa delle cattive condizioni meteorologiche il concerto di stasera, 21 giugno, si terrà all’Auditorium Pollini (inizio ore 21.00) anziché al Teatro Giardino di Palazzo Zuckermann

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OPV: l’estate allo Zuckermann conferma il successo dell’ultima Stagione

17 Giu 2010

L’OPV torna in città e al proprio pubblico, dopo gli ultimi periodi di attività che l’hanno vista protagonista con il pubblico internazionale di Venezia e Vicenza (per la Biennale Danza e per le Settimane Musicali al Teatro Olimpico rispettivamente).
Il cartellone 2010 al Teatro Giardino di Palazzo Zuckermann, realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e inserito nell’ambito di “Padova Estate Carrarese”, rappresenta una sorta di piccola stagione, per la varietà della proposta (dal Classicismo viennese al repertorio romantico, dalla celebrazione del bicentenario chopiniano alla musica d’oggi) e per la presenza di prestigiosi interpreti.
L’apertura della rassegna è stata individuata nella data del 21 giugno, giornata celebrata in tutt’Europa come Festa Europea della Musica nel giorno del solstizio d’estate, che l’Orchestra ha inteso sottolineare con la presenza di Enrico Bronzi, tra i violoncellisti italiani più importanti della scena internazionale e già ospite della Stagione 2009/2010, impegnato come solista e direttore con musiche di Boccherini, Haydn e Schubert.
La rassegna proseguirà con altri quattro appuntamenti, fino al 28 luglio. Trai programmi musicali si segnala la celebrazione del bicentenario chopiniano con i due Concerti per pianoforte e orchestra, con il pianista Olaf John Laneri e il direttore Stefano Furini (21 luglio); la ripresa di una parte del programma della Biennale Danza (con Arvo Pärt e John Williams) e con una “quasi” prima italiana del compositore Giovanni Sollima (The black owl) con la chitarra di Emanuele Segre (30 giugno) e la bacchetta di Maffeo Scarpis; un omaggio a Mozart (14 luglio), che coincide con la produzione discografica che vedrà impegnata l’Orchestra insieme a due giovani interpreti, il pianista Andrea Bacchetti e il direttore Carlo Goldstein, per il mensile Amadeus. L’ultimo programma (28 luglio) vedrà il ritorno accanto all’OPV della violista Anna Serova e del direttore Giovanni Battista Rigon, per un programma dedicato a musiche di Bartok, Dvorak e Stamitz.
Per gli appuntamenti a Palazzo Zuckermann (inizio concerti ore 21) è previsto un biglietto di ingresso particolarmente agevolato: 8 euro interi, 5 euro giovani fino a 30 anni e Abbonati della Stagione 2009/2010.
Oltre all’impegno cittadino, l’estate 2010 vedrà l’Orchestra protagonista di un’intensa attività di decentramento in tutto il Veneto (nelle ville della Valpolicella, Verona; al Teatro de la Sena di Feltre, Belluno, al Castello Grimani Sordini di Montegalda e a Villa Trissino-Marzotto a Trissino, Vicenza) ma anche fuori regione, come nel caso del Festival “Gasparo da Salò” di Salò, Brescia, dove l’Orchestra si esibirà (24 luglio) con un’altra interprete applauditissima dal pubblico padovano, la violinista olandese Liza Ferschtman.
L’impegno del periodo estivo giunge a siglare il successo dell’ultimo anno di attività. Un successo registrato anzitutto sul piano artistico, con gli importanti e rinnovati inviti da parte di importanti Festival e Istituzioni musicali.
A partire dalla Biennale di Venezia, dove l’OPV ha confermato il proprio impegno sul versante del contemporaneo raccogliendo ampi consensi tanto al 53° Festival Internazionale di Musica Contemporanea quanto al 7° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, inaugurato lo scorso maggio con le musiche di Bach, Pärt e Adams per la ‘prima’ dello spettacolo “Oxygen” di Ismael Ivo; per proseguire con la recente presenza alle Settimane Musicali al Teatro Olimpico per il Don Pasquale di Donizetti diretto da Giovanni Battista Rigon, e ricordare la presenza in alcuni importanti cartelloni italiani e stranieri (tra gli altri, delle Serate Musicali di Milano, del Festival MITO e del Festival Lisztomanias di Chateauroux, Francia) e il concerto alla Cappella Paolina del Quirinale (in diretta RAI RadioTre).
Nell’ambito della Stagione concertistica all’Auditorium Pollini va segnalata invece l’importante conferma di una dimensione sinfonica oramai compiutamente raggiunta, con la proposta di un repertorio mai affrontato prima, premiato dal pubblico tanto nella conferma degli abbonamenti (+ 1,5% rispetto alla precedente Stagione) quanto di vendita del botteghino (“sold out” nei concerti con Rudolf Buchbinder e Howard Shelley).

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L’OPV per

14 Giu 2010

Accanto alla propria rassegna estiva di Palazzo Zuckermann l’OPV è lieta di arricchire l’estate padovana partecipando alla IX edizione di “Voci nell’aria” (19 giugno-14 luglio 2010), cartellone promosso dal Comune di Padova in collaborazione con il Caffè Pedrocchi e la Scuola di Musica “Gershwin”: cinque orchestre sul plateatico del Caffè Pedrocchi ciascuna a rappresentare un genere musicale diverso, dalla musica per fiati al Jazz, dallo Swing al Tango, passando per il repertorio classico.
L’appuntamento è per mercoledì 23 giugno alle 21.30.

Info e prenotazioni:
Spazio Gershwin
W www.spaziogershwin.org
E staff@spaziogershwin.org
T 049 8781231

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