Non sembra il tipo che si accontenta facilmente. Thomas Zehetmair: dopo anni di violinismo ad altissimi livelli, dopo una discografia invidiabile e ricca di premi, dopo aver fondato un quartetto riconosciuto come uno dei più interessanti nel panorama internazionale, dopo aver tenuto a battesimo composizioni scritte appositamente per lui, dopo unattività editoriale cresciuta costantemente, una laurea ad honorem consegnata dallAccademia Musicale di Weimar, il violinista di Salisburgo si è cimentato in unimpresa più unica che rara: dirigere e allo stesso tempo suonare la parte solista del Concerto op.77 di Brahms. Daccordo, di direttori-strumentisti è pieno il circondario, ma la pagina brahmsiana, in termini di interplay tra i due elementi, non è proprio un concerto di Vivaldi o, perdonateci, di Mozart. Ci vuole un partner con cui intendersi a menadito. E Zehetmair questo partner sembra averlo trovato nella Northen Sinfonia. Il risultato giudicatelo voi, visto che è uscito un CD della Avie in cui sono documentati gli esiti di questi concerti (a Brahms è stata affiancata la Quarta di Schumann: qui Zehetmair si è però limitato a dirigere )
Cosa lha spinta a suonare e dirigere contemporaneamente composizioni come il Concerto op. 77 di Brahms? Mancanza di fiducia nei direttori? Ovviamente sto scherzando, ma in ogni caso possiamo parlare di una sfida?
Beh, non cè nessuna sfiducia o nessun tipo di sfida per come possiamo intenderlo nel senso comune del termine: il principale obiettivo è quello di avere una diretta e quindi più immediata comunicazione tra il solista e lorchestra, senza nessun traduttore aggiunto!
Quali sono le difficoltà e quali sono invece le facilitazioni nellavere un doppio ruolo in un brano così complesso e ricco?
Richiede moltissima energia e però, con i partners giusti, consente molta più libertà.
Ho trovato la sua interpretazione del concerto, nonostante lindubbia vivacità profusa, piuttosto intima, con una qualità che potrei definire, forse un po forzatamente, cameristica. Sono in errore? E se no, ha cercato questa morbidezza di toni generali?
Nel concerto di Brahms troviamo una notevole quantità di dinamiche piuttosto leggere e in molti punti il dialogo tra violino e orchestra assume toni delicati, lievi. Certamente anche laspetto sinfonico è importante e ci sono comunque contrasti piuttosto marcati. Ma una grande opera in genere possiede sempre più aspetti su cui lavorare, e dà la possibilità di esaltarne luno piuttosto che laltro.
Per quale motivo ha scelto di incidere la prima versione quella del 1841 della Sinfonia n. 4 di Schumann?
Amo entrambe le versioni. La seconda, dei primissimi anni Cinquanta, è una magistrale trascrizione e revisione dello stesso autore pensata secondo il proprio stile compositivo dellepoca. La prima versione è, per mio conto, uno scintillante capolavoro pieno di fantasia e freschezza.
Come le accadde di considerare lidea di poter fare il direttore dorchestra? Considera il dirigere una normale prosecuzione della sua attività di strumentista?
Ormai dirigo da più di dieci anni e questattività è diventata una parte molto importante del mio fare musica. Suppongo sia la curiosità che mi abbia spinto a provare e lavorare sempre di più in tal senso, ma, dopotutto, non vedo una stretta separazione tra il dirigere, il suonare in un quartetto o esibirsi in qualità di solista. Bisogna solo pianificare con attenzione le energie.
Può parlarci del suo rapporto con la Northern Sinfonia? Comè nato e su quali basi si sta sviluppando?
Nella Primavera del 2001 lavorai ad un progetto con loro e la cosa riuscì a meraviglia. Fu emozionante. Un anno più tardi divenni direttore musicale dellorchestra, prendendo parte ad eccitanti progetti uno dopo laltro: lapertura della nuova sala da concerto [lo splendido complesso The Sage Gateshead, opera dellarchitetto Norman Foster, ndr] con la Creazione di Haydn, un ciclo delle sinfonie di Schumann, due produzioni operistiche Don Giovanni e Così fan tutte concerti e tournées. È unorchestra fantastica, dinamica, duttile, la migliore che si possa desiderare.
Al momento preferisce suonare il violino o dirigere?
Beh, come le dicevo prima, per me ora si tratta di due facce di una stessa medaglia, una cosa è fonte di ispirazione per laltra.
Cosa le piace del Concerto di Stravinskij, una pagina che purtroppo non si ascolta molto frequentemente?
Tutto, lo trovo un lavoro straordinario, ben bilanciato e con una scrittura efficace, colmo di brio e di virtuosismo scintillante: è certamente uno dei capolavori del ventesimo secolo, accanto ai concerti per violino di Berg, Schönberg, Bartók e Holliger.
E invece cosa la affascina maggiormente della musica di Sibelius?
Sibelius è lanello di congiunzione tra Romanticismo e musica moderna. La sua scrittura orchestrale, assai personale e talvolta molto scura, intensa, riesce ad essere piuttosto coinvolgente e talvolta a toccare profondamente le corde emotive dellascoltatore.
Intervista di Ennio Speranza, da Falstaff, Agosto 2008
Biglietti
- INTERO € 20
- RIDOTTO UNDER 35 € 20
I biglietti sono in vendita online su WEBtic e dal 15 marzo anche presso Gabbia Dischi (via Dante 8, Padova). Si precisa che i posti non sono numerati: la scelta del posto nella pianta risponde esclusivamente ad una esigenza di carattere tecnico e non è in alcun modo vincolante.
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