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Note d’interprete per Così fan tutte

05 Ott 2009

“E’ la fede delle femmine come l’araba fenice, che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa…”

Libretto devastante e musica sublime, quasi una contraddizione, ma raramente quanto nel “Così” la morbidezza del suono sottolinea la caducità dei sentimenti – e la cruda evidenza dello scorrere della “storia” scuote e sconvolge quelle sicurezze che gli stereotipi dell’Opera, come genere teatrale, offrono agli interpreti, siano essi cantanti, direttori registi, strumentisti.
Gli amori le amicizie la saggezza e, di contrasto, gli odii gli asti e le subdole manovre si capovolgono ad ogni scena col risultato che non si sa mai per chi “parteggiare” o, peggio, con chi identificarsi: dov’è il buono e dove è il cattivo? Forse Despina è tra i reprobi perché invidia le ragazze (“non è forse la mia come la vostra, o garbate signore?”) ma è anche vittima degli uomini che hanno segnato negativamente la sua vita… forse che i due ragazzi sono schiacciati dal tradimento delle due donne, ma non si tirano indietro nell’insidiare consciamente e approfittare della sorella della propria fidanzata, promessa sposa del migliore amico. E Alfonso è davvero il cinico manovratore dell’intrigo e manipolatore di anime o piuttosto (ma anche) il saggio istitutore che apre gli occhi alle due coppie cancellandone i sogni e spalancando le finestre sulla realtà della vita? E le COLPEVOLI? Cedono, è vero, subito alle lusinghe di due sconosciuti ma è anche vero che sono sottoposte a pressioni notevoli e che, forse, a quindici anni la costanza (mozartianamente sottolineando) non può essere una dote consolidata.
Dubbi, dubbi e interrogativi. Non certo per Mozart che scrive per questa partitura pagine indimenticabili (il terzetto “Soave sia il vento”) e anche divertendosi con una quasi tarantella napoletana nel Terzetto maschile delle risate (“e voi ridete”) o sottolineando con gli assolo dei corni ogni riferimento alle “corna” affettive ed effettive (duetto Dorabella-Guglielmo) o immaginarie e sognate (seconda aria di Fiordiligi).
La vera chiave della filosofia del “Così” sta però nella relazione Despina-Alfonso, là dove la serva rimprovera il filosofo: “Amor cos’è… gioia, piacer divertimento, allegria… non è più amor se incomodo diventa se invece di piacer nuoce e tormenta”. Alfonso un suo EX importante? Una liaison arrivata al dunque, interrotta per il terrore d’un legame serio e duraturo? I due cinici divenuti tali per mancanza di coraggio all’ultimo, decisivo gradino? Dubbi dubbi, fin dalla sinfonia con gli intrecci involuti dei legni e degli archi fino al falso lieto fine dove le originarie coppie si riformano. Unica certezza: nessuno più oserà giocare uno zecchino sui sentimenti reciproci… nel frattempo le emozioni di tutta una vita si susseguono nell’arco delle 24 ore, punto fermo drammaturgico della trilogia.
E’ una grande emozione grandissima tuffarsi in questo gioco turbinoso e pericoloso di sensazioni in musica: il proprio “personale” ne è sempre coinvolto, in ogni caso.
Cosa succederà a tutti noi nel prossimo surreale e quasi esoterico incontro con Don Giovanni a termine del ciclo che i giovani della Accademia di Santa Cecilia a Portogruaro stanno affrontando esaltati dalla bellezza della sfida? Già ora pronti al “Così” soffrono, ansiosi e stimolati, per Leporello, Elvira, Zerlina…

Claudio Desderi

Biglietti

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I biglietti sono in vendita online su WEBtic e dal 15 marzo anche presso Gabbia Dischi (via Dante 8, Padova). Si precisa che i posti non sono numerati: la scelta del posto nella pianta risponde esclusivamente ad una esigenza di carattere tecnico e non è in alcun modo vincolante.

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