Roberto Fabbriciani
Flautista e compositore, è nato ad Arezzo. E’ internazionalmente riconosciuto tra i migliori interpreti. Roberto Fabbriciani ha innovato la tecnica flautistica moltiplicando con la ricerca personale le possibilità sonore dello strumento. Ha collaborato con i maggiori compositori del nostro tempo: L. Berio, P. Boulez, J. Cage, E. Carter, L. de Pablo, F. Donatoni, B. Ferneyhough, J. Françaix, E. Krenek, G. Kurtág, G. Ligeti, B. Maderna, O. Messiaen, E. Morricone, L. Nono, G. Petrassi, H. Pousseur, W. Rihm, N. Rota, G. Scelsi, S. Sciarrino, K. Stockhausen, T. Takemitsu, i quali gli hanno dedicato numerose ed importanti opere da lui eseguite in prima assoluta. Ha suonato come solista con i direttori C. Abbado, R. Chailly, P. Eötvös, D. Gatti, G. Gavazzeni, M. Gielen, C. Halffter, V. Jurowsky, P. Maag, B. Maderna, R. Muti, Z. Peskó, G. Sinopoli, L. Zagrosek e con orchestre quali l’Orchestra della Scala di Milano, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, RAI, LSO, Münchener e Berliner Philharmoniker. Ha effettuato concerti presso prestigiosi teatri ed istituzioni musicali: Scala di Milano, Filarmonica di Berlino, Royal Festival Hall di Londra, Suntory Hall di Tokyo, Sala Cajkowskij di Mosca, Carnegie Hall di New York e Teatro Colón di Buenos Aires ed ha più volte partecipato a festivals quali Biennale di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Ravenna, Londra, Edimburgo, Parigi, Bruxelles, Granada, Luzern, Warsaw, Salisburgo, Wien, Lockenhaus, Donaueschingen, Köln, München, Berlin, St. Petersburg, Tokyo, Cervantino, Wellington. E’ autore di opere musicali e testi didattici adottati nei percorsi della didattica musicale internazionale, editi da Ricordi e Suvini Zerboni. Tra le sue recenti composizioni: Glacier in Extinction; Alchemies; Cantus; Suoni per Gigi; Quando sorge il sole; Zeus joueur de flûtes; Figaro il Barbiere (liberamente da Rossini); Grande, grande amore (Oratorio); Conversazione su Tiresia (con Andrea Camilleri); Per lo gran mar de l’essere (Visioni di Dante); Elegia alla Montagna (Vajont); Con il cielo dentro (per i 600 anni della cupola del Brunelleschi).
Foto © Carlo Maradei
